Capodanno 2016: perché non a Sarajevo?

Capodanno SarajevoIn questo 2016 vuoi trascorrere un Capodanno diverso dal solito, magari visitando un’affascinante capitale europea? Il Capodanno a Sarajevo in Bosnia-Erzegovina potrebbe essere la scelta ideale, l’unico requisito fondamentale è non farsi spaventare dal freddo.

Perché scegliere Sarajevo? Perché il 2016 è stato un anno molto importante per la Bosnia, poiché la domanda di adesione all’Unione Europea, presentata lo scorso 15 febbraio, ha avuto risposta positiva con la decisione presa dal Consiglio Affari Generali dell’Ue il 20 settembre 2016. Un “momento storico per la via europea e il futuro della Bosnia in Europa” che rende felice il premier Zvizdic e i cittadini bosniaci, che vorranno salutare l’arrivo del nuovo anno con tanto entusiasmo e molte speranze per il futuro.

Il Capodanno a Sarajevo è una vera festa come nelle altre capitali europee, dove si scende in piazza a festeggiare con musica dal vivo, fuochi d’artificio allo scoccare della mezzanotte e brindisi a base di vin brulè distribuito nei vari chioschi della città.

Si può scegliere di cenare con piatti tipici in uno dei ristoranti della città, oppure degustando lo “street food” caratterizzato da delizie come il Burek, ovvero il piatto nazionale bosniaco.

Nonostante la brutale guerra degli anni ’90, per le strade di Sarajevo è possibile respirare un’anima multiculturale che unisce persone di religioni, credo e culture diverse, tutte accomunate dalla voglia di ripartire e fiduciose nel prossimo futuro.

Oltre alla festa del 31 dicembre, il Capodanno a Sarajevo potrebbe essere un’occasione imperdibile, per ammirare queste terre imbiancate dalla neve che solitamente scende copiosa durante l’inverno. Inoltre nel viaggio per arrivare a Sarajevo, si potranno visitare alcuni punti di interesse caratteristici come il parco a tema Etnoland Dalmati a Pakovo Selo; oppure Mostar, la città-ponte per eccellenza, punto di raccordo tra Oriente e Occidente.

Insomma il capodanno 2016 a Sarajevo non è solo divertimento, ma anche un viaggio alla scoperta di un territorio multiculturale e in una importante fase di cambiamento.

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